Sappiamo che ci saranno mesi difficili, come lo sono stati quelli precedenti, ma e’ proprio nei momenti difficili che dobbiamo raddoppiare gli sforzi. Fli non e’ un’espressione virtuale e sta mettendo radici.
Cercherò di limitare le polemiche: ne abbiamo fatte tante, ma non posso esimermi dal ribadire che avevamo visto giusto quando dicevamo che il Pdl non può essere privo di qualsiasi cultura delle regole. Le istituzioni non possono essere usate per fini di carattere personale, ma devono essere al servizio della società. Ed è evidente che mi riferisco al presidente del Consiglio. Troppe volte ci si è dimenticati che accanto ai diritti occorre predicare una cultura della regole e dei doveri, una cultura del rispetto delle istituzioni e dell’avversario.Non siamo pentiti di quel dito puntato. L’aver lasciato il Pdl non e’ stato un sabotaggio nei suoi confronti ma un atto d’amore nei confronti dell’Italia, alla cui testa c’e’ chi mostra di disprezzare l’Italia cosa che nessun predecessore si sarebbe mai sognato di fare. I fatti ci hanno dato ragione: l’esecutivo guidato da Silvio Berlusconi non ha fatto nulla per rafforzare la coesione sociale, anzi favorendo gli egoismi geografici e gli interessi particolari rischia di trasformare l’Italia in un paese dove tutti sono contro tutti.
Il Terzo polo si candidi a guidare il paese o altrimenti non fara’ breccia nel cuore del paese”.Fli sia più un movimento che un partito, perche’ il suo successo dipendera’ non tanto dall’organizzazione ma dalla sua capacita’ di smuovere idee nuove e spiazzare gli avversari. Fli deve saper rappresentare la parte maggioritaria del paese fatta di persone laboriose, pulite e oneste”. Nell’ambito del Terzo polo non puo’ che assumere il ruolo di protagonista in una fase in cui il berlusconismo e’ al tramonto. Non si sa quando calera’ il sipario, ma di sicuro siamo alla fine di un regno e l’alternativa va costruita in un sistema bipolare che pero’ al momento attuale e’ ancora primitivo. L’alternativa non puo’ essere solo di un centrodestra nei confronti dell’attuale centrodestra, l’alternativa va costruita sapendo che e’ fallita la rivoluzione meritocratica e liberale promessa da Berlusconi.
Non ci piace il ritorno al mattarellum, ma se per togliere di mezzo il porcellum l’unica via e’ firmare il referendum, beh allora non si abbia alcun timore, alcuna prudenza. La legge elettorale attuale che ha aumentato il fossato tra la societa’ civile e il palazzo. Con la sua quarta versione questa manovra economica e’ piu’ degna di Fregoli che di chi ha a cuore l’interesse generale.
Con la sua quarta versione questa manovra economica e’ piu’ degna di Fregoli che di chi ha a cuore l’interesse generale. La manovra economica varata dal governo rappresenta un doppio tradimento dal punto di vista della giustizia sociale: non si tocca chi piu’ potrebbe dare mentre con i tagli agli enti locali si colpisce chi ha di meno. Il cosiddetto federalismo fiscale anziche’ comportare una riduzione del carico fiscale, si sta traducendo in un aumento della pressione delle tasse da parte degli enti locali a carico dei cittadini.
Serve un nuovo governo ma serve soprattutto un nuovo presidente del Consiglio, che non pensi solo a ‘resistere, resistere, resistere’ ma a ‘governare, governare, governare’. Non auspichiamo ribaltoni: il Pdl ha il diritto di governare, ma al suo interno crescono le voci, come quella di Pisanu, in grado di rompere il tabu’ rispetto alla necessita’ che Silvio Berlusconi faccia un passo indietro. Non serve un governo tecnico ma un governo in cui tutte le forze politiche si assumano delle quote di responsabilita’ per assumere le decisioni necessarie. Quando si tornera’ alle urne, non so se nel 2012 o nel 2013 sappia che saranno gli italiani a dargli lo sfratto. E noi dobbiamo farci trovare pronti a quell’appuntamento.
Gianfranco Fini
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