Sulla
legge elettorale “il Parlamento ha qualche giorno ancora per dare una
risposta forte, all'altezza della sfida dei tempi. Altrimenti il
Governo, magari avvalendosi del lavoro di una commissione di esperti e
studiosi, porti velocemente una sua proposta di legge in Parlamento che
possa assicurare maggiore stabilità ed efficienza ad un sistema politico
che dovrà sostenere l'onere di riforme importanti nelle prossime
legislature”. Lo ha detto il capogruppo di Fli alla Camera, Benedetto
Della Vedova, in un’intervista all’agenzia Agir. “Non ci sarebbe nulla
di ‘eversivo’ in questo; sarebbe – ha aggiunto Della Vedova - una
risposta straordinaria a una situazione straordinaria”. Per il
capogruppo di Fli, infatti, “andare al voto con il Porcellum sarebbe un
suicidio politico collettivo. Si trovi la forza di cambiare senza
calcoli di bottega che, come insegna la st
oria,
si rivelano quasi sempre sbagliati”. Ma, ha sottolineato Della Vedova,
“per scegliere i candidati cento volte meglio i collegi che le
preferenze. Gli esempi alla Regione Lazio di Piccolo e Fiorito (due
recordman, in questo campo) mostrano, a mio avviso, che le preferenze
costituiscono un incentivo alla corruzione e al malaffare. Ovvio che ci
sono stati e ci sarebbero anche disonesti eletti nei collegi, ma essere
disonesto, e non fare nulla per nascondere la disponibilità a ‘ripagare’
in ogni modo i propri elettori, aiuta a prendere preferenze. Invece, in
un collegio elettorale, di cui comunque nessuno è in grado di
‘comprare’ la maggioranza dei voti, a contare sono soprattutto i
consensi dell’elettorato non affiliato nelle clientele di qualche
potente e – ha concluso Della Vedova - la reputazione personale dei
singoli candidati”.
Sulla
legge elettorale “il Parlamento ha qualche giorno ancora per dare una
risposta forte, all'altezza della sfida dei tempi. Altrimenti il
Governo, magari avvalendosi del lavoro di una commissione di esperti e
studiosi, porti velocemente una sua proposta di legge in Parlamento che
possa assicurare maggiore stabilità ed efficienza ad un sistema politico
che dovrà sostenere l'onere di riforme importanti nelle prossime
legislature”. Lo ha detto il capogruppo di Fli alla Camera, Benedetto
Della Vedova, in un’intervista all’agenzia Agir. “Non ci sarebbe nulla
di ‘eversivo’ in questo; sarebbe – ha aggiunto Della Vedova - una
risposta straordinaria a una situazione straordinaria”. Per il
capogruppo di Fli, infatti, “andare al voto con il Porcellum sarebbe un
suicidio politico collettivo. Si trovi la forza di cambiare senza
calcoli di bottega che, come insegna la st
oria,
si rivelano quasi sempre sbagliati”. Ma, ha sottolineato Della Vedova,
“per scegliere i candidati cento volte meglio i collegi che le
preferenze. Gli esempi alla Regione Lazio di Piccolo e Fiorito (due
recordman, in questo campo) mostrano, a mio avviso, che le preferenze
costituiscono un incentivo alla corruzione e al malaffare. Ovvio che ci
sono stati e ci sarebbero anche disonesti eletti nei collegi, ma essere
disonesto, e non fare nulla per nascondere la disponibilità a ‘ripagare’
in ogni modo i propri elettori, aiuta a prendere preferenze. Invece, in
un collegio elettorale, di cui comunque nessuno è in grado di
‘comprare’ la maggioranza dei voti, a contare sono soprattutto i
consensi dell’elettorato non affiliato nelle clientele di qualche
potente e – ha concluso Della Vedova - la reputazione personale dei
singoli candidati”.
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